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Sanremo 2026: emozioni e sorprese nella serata delle cover

Elettra Lamborghini

Una serata di cover e duetti che celebra la musica italiana e internazionale con reinterpretazioni sorprendenti e nostalgiche.

La quarta serata del Festival di Sanremo 2026, dedicata alle cover e ai duetti, ha portato sul palco dell’Ariston un mix di emozioni, nostalgia e sorprese. Nonostante la classifica finale non influenzi la competizione principale, le esibizioni hanno offerto un assaggio della creatività e della versatilità degli artisti in gara.

Dai ritmi latini di Elettra Lamborghini alle profonde reinterpretazioni di Michele Bravi e Fiorella Mannoia, la serata è stata un viaggio attraverso i generi e le epoche musicali. Gli spettatori hanno potuto godere di performance che hanno spaziano dai classici italiani a incursioni nel pop internazionale, dimostrando ancora una volta la capacità del Festival di reinventarsi e di sorprendere.

Elettra Lamborghini e Las Ketchup

L’apertura della serata è stata affidata a Elettra Lamborghini, che insieme alle Las Ketchup ha portato sul palco una versione di Asereje che ha fatto ballare il pubblico dell’Ariston. Sebbene le aspettative fossero alte, l’esibizione non ha raggiunto l’apice della serata, ma è riuscita comunque a conquistare il pubblico grazie a un’atmosfera di nostalgia. La scelta di reinterpretare uno dei tormentoni più iconici degli anni 2000 ha suscitato entusiasmo, sebbene la magia originale non sia stata del tutto ricreata. Il voto finale di 6 riflette un’esibizione che, pur non eccellendo, ha saputo coinvolgere la platea.

Duetti emozionanti e reinterpretazioni audaci

Un altro momento significativo della serata è stato il duetto tra Michele Bravi e Fiorella Mannoia, che hanno presentato una toccante versione di Domani è un altro giorno. L’esibizione, caratterizzata da un’eleganza e una passione notevoli, ha reso omaggio a Ornella Vanoni, emozionando il pubblico con la sua intensità. D’altra parte, Dargen D’Amico, insieme a Pupo e Fabrizio Bosso, ha offerto una lettura moderna e politicamente impegnata di Su di noi, arricchita dal monologo Il disertore di Boris Vian, che ha dato alla performance una dimensione sociale e culturale profonda.

Pupo
Pupo

La serata ha visto anche esibizioni che hanno cercato di sperimentare e sorprendere. Tommaso Paradiso e gli Stadio hanno rivisitato L’ultima luna di Lucio Dalla, con un’energia che ha sorpreso molti spettatori. Allo stesso modo, Sayf ha brillato con Hit the Road Jack insieme a Mario Biondi e Alex Britti, dimostrando una vocalità versatile e una presenza scenica notevole, culminando in un voto perfetto di 10. Queste performance hanno dimostrato che l’innovazione può convivere con la tradizione, offrendo al pubblico un’esperienza musicale unica e coinvolgente.

Un finale all’altezza delle aspettative

La serata si è conclusa con esibizioni che hanno lasciato il segno. Arisa, accompagnata dal Coro del Teatro Regio di Parma, ha presentato una poderosa versione di Quello che le donne non dicono, mentre Sal Da Vinci e Michele Zarrillo hanno risvegliato il pubblico con Cinque giorni. Infine, Samurai Jay, insieme a Belén Rodriguez e Roy Paci, ha portato una versione latineggiante di Baila (Sexy Thing) nonostante qualche problema tecnico iniziale. Anche se non tutte le performance hanno raggiunto il massimo del potenziale, la serata ha offerto momenti di pura magia musicale, dimostrando la ricchezza e la varietà del panorama italiano.

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Sanremo

ultimo aggiornamento: 3 Marzo 2026 15:03

Standing ovation e duetti memorabili nella terza serata di Sanremo 2026